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Storia

Fiumara fu fondata tra il IX ed il X secolo da profughi provenienti dalla città di Cene, presso l'attuale Villa San Giovanni, che erano scappati dalla costa a causa delle sempre più frequenti e violente incursioni dei pirati saraceni. Inizialmente, questo insediamento ebbe nome Cenisio, in ricordo dell'antica Cene. Poi, verso il XIII secolo, cominciò a chiamarsi Fiumara dei Mori, alludendo ai saraceni, o Fiumara delle Mura, siccome era l'unico insediamento fortificato della zona oltre Reggio. Il nome successivamente si trasformò in Fiumara di Muro.



Fiumara di Muro fu dal Medioevo il centro dell'amministrazione feudale (col titolo di Università) della zona compresa fra Cannitello e Catona lungo la costa e sino a San Roberto e i Piani d'Aspromonte nell'entroterra. Costituì fino alla fine del XVIII secolo uno fra i centri più grandi e sviluppati di tutto il Reggino. Era anche il centro dell'amministrazione ecclesiastica della zona, avendo la sua arcipretura giurisdizione su tutte le parrocchie e le chiese nel suo territorio. Per tutti questi motivi costituiva anche il più importante centro commerciale e agricolo del circondario, oltre Catona.



Dal XIII secolo i signori del feudo furono i Ruffo. Nel 1391 fu assaltata dai Mori, che fecero in quell'occasione 440 prigionieri, ma vennero distrutti da navi genovesi di passaggio nello Stretto. Nel 1411 passò dai Ruffo ai Sanseverino, ma nel 1422 andò sotto il dominio del conte di Terranova.


Nel 1443 il re Alfonso I incaricò il capitano Nicola Melissari di conquistare Bagnara. Il Melissari partì con 500 concittadini, la conquistò e lì i suoi uomini divennero 700; partì alla volta di Scilla e la prese dopo tre giorni di resistenza. La città fu perciò multata con la somma di 3000 reali. Da Scilla passò a Reggio, dove venne accolto trionfalmente e, avuti altri 3200 uomini, prese anche Motta San Giovanni, che sottopose ad una contribuzione di 440 reali. Di lì passo a Pentedattilo, che oppose una lunga resistenza, ma il Melissari occupò pure questo paese, a cui fece pagare a caro prezzo l'opposizione confiscando i beni dei nobili, facendo strage di uomini, depredando bestiame e distruggendo ogni cosa. Conquistò poi San Lorenzo, obbigandolo a riscattarsi con una taglia di 3000 reali. Dieci giorni dopo fu a Bova, città che venne risparmiata grazie all'intercessione del vescovo, ma fu obbligata a pagare una taglia di 5000 scudi. Dopodiché si alloggiò presso la fiumara Amendolea. Il re Alfonso diede in dono al Melissari tutti i beni da lui confiscati, chiamando questo feudo De Proditoribus. Dopo questa riuscita impresa, il Melissari si stabilì a Reggio con tutta la sua famiglia.


Nel 1474 il feudo passò sotto il dominio di Bertoldo Carafa. Nel 1509 vi fu un forte terremoto che distrusse l'abitato di Fiumara ed anche Reggio, al quale ne seguirono altri cinque.


Nell'agosto 1532 i Turchi sbarcarono a Catona, sbocco di Fiumara sulla marina, ma furono presto respinti dal capitano fiumarese Paolo Ruffo, che armò a dovere molti dipendenti del suo feudo. Tornarono nel 1543, con forze molto maggiori, sotto il comando del Barbarossa, il quale saccheggiò Fiumara, distruggendo gran parte del paese e facendo strage degli abitanti. In quel periodo si cominciarono a costruire forti torri di difesa lungo le coste del Meridione: nel territorio del Cenidéo si ersero Torre Cavallo, la Torre di Pirgo e la Torre di Pezzo (le prime due potrebbero avere però origine molto più antica). Da una nota di Domenico Spanò Bolani emerge che l'Università di Fiumara pagava una somma annua di 291,60 ducati per il mantenimento dei due guardiani e del cavallo di Torre Cavallo. Negli anni successivi venne per due volte anche il pirata Dragut: la prima riuscì a depredare Fiumara, mentre la seconda (1563) fu respinto dalla stessa popolazione, chiamata a raccolta dallo stretto sistema di sorveglianza delle torri costiere. Nel 1586 la signora Eleonora Furnari di Fiumara cedette ai frati francescani parte dei suoi poderi nel paese; questi vi eressero una chiesa ed un convento, il quale diventò uno dei maggiori della Calabria ed in esso vi erano una farmacia ed un telaio meccanico in ferro per tessere la lana grezza. L'edificio sopravvisse sino al XX secolo e fino a pochi decenni fa vi era ancora qualche monaco, e la costruzione è tuttora visibile. Nel 1595 ricomparvero i turchi sulla marina di Catona: i locali furono sopraffatti e spogliati di tutte le loro imbarcazioni e coloro che cercarono di opporsi furono massacrati o fatti prigionieri. Altre incursioni a Reggio e territori circostanti furono tentate dal rinnegato Scipione Cicala.


Dalla fine del XVI secolo sempre più fiumaresi cominciarono a spostarsi sulla costa, specialmente dopo la Battaglia di Lepanto del 1571, che aveva reso le coste italiane più sicure dagli assalti turchi. La marina così riprese ad avere vita, e si formarono i primi villaggi sul mare, come Cannitello.


Nel 1582 era padrona del feudo donna Diana Carafa, quando questo fu acquistato da don Vincenzo Ruffo, principe di Scilla, per la somma di centomila ducati. I vari rami della famiglia Ruffo mantennero il feudo per i secoli successivi.


A partire dal XVII secolo molti paesi della Signoria di Fiumara cominciarono a chiedere l'autonomia per le proprie parrocchie, ed i primi ad ottenerla furono San Roberto e Rosalì intorno al 1620. Lungo il XVIII secolo divennero parrocchie autonome pure Campo Calabro, Catona, Salìce, Cannitello, Fossa (l'attuale Villa San Giovanni) e tutti i paesini del circondario. E gli stessi paesi ottennero man mano anche l'autonomia amministrativa, alcuni già alla fine dello stesso secolo sotto i Borboni (come Villa nel 1797) con l'antico titolo di Università, altri all'inizio del XIX secolo sotto il dominio napoleonico, come San Roberto, Campo, Salìce, Rosalì e gli altri.


Nel 1806 con decreto di Giuseppe Bonaparte furono definitivamente abolite tutte le amministrazioni feudali, e così dopo più di sei secoli di storia finiva la Signoria di Fiumara di Muro e delle motte vicine. L'ultimo feudatario fu Francesco Ruffo, fratello del cardinale Fabrizio Ruffo, poi Intendente di Reggio nel 1822.


Persa la predominanza sulla zona, Fiumara accelerò il suo declino, che divenne inesorabile lungo il XIX ed il XX secolo, fino ai giorni nostri, in cui Fiumara risulta il più piccolo paese del circondario villese sia per superficie comunale sia per abitanti. Nel 1927 il comune venne accorpato a quello di Reggio Calabria nell'ambito della Grande Reggio, ma nel 1933, in seguito alla rinnovata autonomia di Villa San Giovanni, divenne frazione di quest'ultimo insieme a Campo Calabro. Riebbe l'autonomia nel 1947.

Comune di Fiumara
Codice Fiscale 80003310804

P.Iva 00722090800

 

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